Regione Lombardia

Esposizioni permanenti

Ultima modifica 13 giugno 2018

Al Civico Museo di Scienze Naturali di Voghera sono presenti numerose e ricche collezioni riguardanti vari settori.

Sezione Zoologia

Il responsabile della sezione è il conservatore del museo Francesco Gatti.

La sala dedicata alla zoologia vanta di una considerevole collezione ornitologica, arricchita di recente con nuove e importanti donazioni; si possono osservare esemplari di: fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus), airone cenerino (Ardea cinerea), tarabuso (Botaurus stellaris) e innumerevoli anatidi; rapaci diurni come l’aquila di mare (Haliaeetus albicilla), la poiana (Buteo buteo) e il gheppio (Falco tinnunculus), o notturni come il gufo comune (Asio otus), la civetta (Athene noctua), l’assiolo (Otus scops) o il barbagianni (Tyto alba); e ancora, picchio verde (Picus viridis), martin pescatore (Alcedo atthis) e numerosi limicoli come il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), la pavoncella (Vanellus vanellus), piviere dorato (Pluvialis apricaria), la pivieressa (Pluvialis squatarola) e il combattente (Philomachus pugnax). 
In questa sala si possono osservare altri vertebrati come pesci, anfibi e rettili conservati sotto alcool e mammiferi imbalsamati, tra cui tasso (Meles meles), volpe (Vulpes vulpes), faina (Martes foina); parte di questa sala è dedicata agli invertebrati: piccoli scorpioni, gamberi d’acqua dolce, molluschi ed insetti.


Sezione di paleontologia 

La responsabile per la sezione di paleontologia è la dottoressa Simona Guioli

La sezione di paleontologia fu la prima ad essere attivata. Comprende una parte introduttiva e altre due dove sono esposti i resti fossili di invertebrati e di vertebrati provenienti dal territorio. Anche se non mancano reperti provenienti da tutto il mondo, è importante ricordare che tra quelli locali alcuni sono sicuramente degli di nota. Per esempio l’omero di plesiosauro trovato nelle vicinanze di Zavattarello (PV); si tratta dell’unico resto appartenente a questi grandi rettili marini mesozoici, trovato In Italia (fatta eccezione per alcune vertebre descritte nel 1884 e trovate a Cesuna - Vicenza, ma mai più citate). Altro resto molto importante è il cranio femminile di megacero proveniente dalle alluvioni quaternarie padane; questo cranio apparteneva a un grande cervo ora estinto, i cui maschi avevano palchi larghi più di tre metri. Altra peculiarità è il frammento di palco appartenente a un tipo di alce ora estinto, detto dai lunghi palchi, proveniente sempre dai depositi dalle alluvioni quaternarie padane. La segnalazione di questa specie in questa zona è particolare per due motivi: il primo è che è la segnalazione più a Sud di tutta Europa (probabilmente questi animali non hanno mai oltrepassato il Po), secondo perché in Italia è stata segnalata, a parte in questa zona, solo a Ranica - BG.


Sezione di mineralogia 

La responsabile per la sezione di paleontologia è la dottoressa Simona Guioli

Molto ricche sono le raccolte di mineralogia e litologia composte oltre che da 221 esemplari esposti, valorizzati grazie ad un allestimento volutamente essenziale, anche da circa 1800 campioni conservati nei depositi del museo. Tutte le classi sistematiche sono ben rappresentate da minerali provenienti da diverse località giacimentologiche sparse in tutto il mondo, in parte acquisiti grazie a donazioni di importanti collezionisti. Nei percorsi rivolti alle scuole, al fine di soddisfare le finalità didattiche del museo, è possibile toccare con mano alcuni campioni scelti ad hoc; altri minerali rivestono invece una notevole importanza scientifica perché rari, provenienti da miniere dismesse, o per particolari caratteristiche chimico-fisiche. I prossimi progetti riguarderanno l'allestimento di un laboratorio didattico mineralogico, la realizzazione di poster scientifici relativi ad argomenti specifici, ed è in previsione un lavoro di schedatura approfondita dei campioni conservati.


Sezione di botanica

La sezione dedicata alla botanica è stata allestita con la nuova inaugurazione del museo. E’ tuttora in via di allestimento e quindi non ancora completa.
Per ora presenta una ricca raccolta micologica in cui si possono osservare una numerosa varietà di specie dalle più familiari, come il Boletus edulis, detto comunemente porcino, o la famosissima Amanita muscaria conosciuta per il caratterisco colore rosso con macchie bianche; a quelle più rare e particolari come il Clathrus ruber. La collezione può essere usata anche come punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati a conoscere quali funghi sono commestibili e quali invece sono tossici.